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Gli ottici ancora protagonisti a “Le Iene”

Gli ottici ancora protagonisti a “Le Iene”

In onda il seguito del servizio che ha suscitato tanto scalpore nel settore lo scorso novembre Come ben ricorderete lo scorso novembre il servizio delle Iene intitolato "Gli occhiali che non servono" ha sollevato un polverone nel settore dell'ottica puntando i riflettori su negozi di ottica che rilevano disturbi visivi inesistenti solo per un loro vantaggio economico ma a discapito del consumatore. Mercoledì 25 aprile è andato in onda lo stesso servizio, parte seconda, nel quale sono finiti sotto accusa quelli che la Iena Matteo Viviani ha definito i "negozi con tanti dipendenti" che, stando alle dichiarazioni ascoltate durante il programma, imporrebbero quotidianamente ai loro dipendenti di diagnosticare un difetto visivo e di prescrivere occhiali anche quando non ne sia riscontrata una necessità effettiva, pena il licenziamento.   A conclusione del servizio, l'intervento di Giulio Velati, Presidente di Federottica, che sottolinea il suo sbigottimento nell'ascoltare simili dichiarazioni e nel rilevare le policy adottate da certe realtà.   Velati ribadisce l'appoggio di Federottica a tutti i professionisti che si verranno a trovare in situazioni analoghe a quelle descritte dai testimoni durante il programma, offrendo loro consulenze legali gratuite.   "È assurdo e inconcepibile che molti colleghi ricevano minacce e intimazioni per vendere a tutti i costi occhiali non necessari" è quanto ribadito nell'intervento di Giulio Velati. "Federottica non farà mai mancare il suo sostegno ai colleghi che volessero denunciare simili abusi, anzi l'associazione è disponibile ad offrire loro una consulenza legale gratuita, al fine di contribuire alla positiva risoluzione dei casi e allo smascheramento dei malfattori e dei disonesti. In una fase storica nella quale la nostra professione si interroga sul suo futuro e sulle sue prospettive professionali, occorre riaffermare i principi di tutela della salute e di presidio della legalità senza dei quali non si potrà mai diventare ottici optometristi di qualità".
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