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Le strategie di Safilo per restare forte negli Usa

Le strategie di Safilo per restare forte negli Usa

Vittorio TabacchiNegli ultimi anni, Safilo ha accelerato il riequilibrio di tre fattori chiave per restare forte in Nord America: margini, listini e produzione.

Nel 2003 il mercato locale valeva il 36% dei ricavi del gruppo di occhialeria, una quota in calo rispetto a due anni fa (40%). Per non perdere terreno sull'area più importante, il gruppo ha anzitutto limitato l'aumento dei listini. 'Abbiamo assorbito buona parte del costo aggiuntivo del cambio, tra il nostro fatturato e quello della filiale, con una riduzione dei margini. Dall'altro lato, abbiamo accentuato la scelta di acquistare fuori dall'area euro alcuni prodotti', ha dichiarato a Il Sole 24 Ore il presidente Vittorio Tabacchi.

La scelta è stata dettata dai costi di produzione italiani che incidono pesantemente sull'industria manifatturiera. 'Oggi', ha aggiunto Tabacchi, 'facciamo fuori dall'area euro il 40% della nostra produzione, quasi tutto in Cina. Lì ci riforniamo per le fasce più basse della nostra produzione. Contemporaneamente, stiamo rafforzando la nostra produzione in Slovenia. È a un passo da qui ma ci consente di avere condizioni molto più vantaggiose'.

Il cuore della produzione, però, resta in Italia: 'Qui si fa il 45% del totale, a cominciare dai marchi più importanti come Gucci, Armani, Boucheron, Dior, Yves Saint Laurent. La Slovenia pesa per poco più del 15%'.

Nei primi dieci mesi di quest'anno, il mercato americano ha risposto bene. 'Bisogna considerare che c'è una linea in più, Liz Clairborne, ma siamo in crescita del 5% ed è un dato buono'. La previsione complessiva di quest'anno è di crescita (primi nove mesi +10% a cambi costanti, +6% a cambi correnti), ma la compressione dei margini non può durare a lungo. Tabacchi, quindi, invoca la reazione della Banca centrale europea alla politica americana a protezione delle imprese manifatturiere.

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