
Il Wto sanziona gli Stati Uniti per comportamento anticoncorrenziale
È di nuovo tensione tra gli Stati Uniti e l'Organizzazione Mondiale del Commercio (Wto), dopo che quest'ultima ha deciso di imporre nuove sanzioni su una serie di prodotti Usa destinati all'esportazione.
La decisione del Wto è una risposta alla mancata abrogazione da parte del governo di Washington del cosiddetto emendamento Byrd, dal nome del senatore democratico che lo ha proposto: si tratta di una norma grazie alla quale gli Stati Uniti non si limitano a imporre delle tariffe doganali sulle importazioni di alcuni beni che essi ritengono siano venduti sotto costo (pasta, acciaio, candele, frutti di mare, cuscinetti a sfere), ma invece di trattenere questi dazi, come qualunque altra imposta, li redistribuisce proprio alle aziende nazionali attive nei medesimi settori.
Nei quattro anni da quando è entrato in funzione l'emendamento Byrd, il Dipartimento del commercio americano, ha distribuito alle società Usa circa 700 milioni di dollari. L'Unione europea, assieme a Cina e Corea del Sud aveva fatto ricorso al Wto, ritenendo che nel meccanismo introdotto nel 2000 Usa si potesse configurare un comportamento anticoncorrenziale. Nel ricorso la Ue chiedeva di applicare i cosiddetti dazi di ritorsione su una vasta gamma di prodotti Made in Usa. L'elenco è lungo e comprende mandorle, giacche da sci, occhiali da sole e molti altri.
La decisione del Wto era attesa per mercoledì scorso, ma la autorità diplomatiche di Washington hanno cercato un accordo in extremis attraverso una serie di negoziati con la Commissione europea e il Canada. Fallito anche quest'ultimo negoziato Ginevra ha dato disco verde alle tariffe di ritorsione.
(Fonte: Libero)