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Il Made in Italy tiene in Francia

Il Made in Italy tiene in Francia

Il comparto moda italiano esporta verso la Francia merce per oltre 3 miliardi di euro (10/11% del nostro export totale) e il suo andamento, negli ultimi anni, si può definire stabile: la lieve flessione dell'1% del primo semestre del 2004, infatti, è in linea con le flessioni registrate dall'import francese in generale.

Fabio Casciotti, direttore ufficio Ice di Parigi'Se è incontrovertibile che la Francia rappresenti per l'Italia il concorrente diretto per eccellenza, l'altro paese della moda, è altrettanto vero che essa è allo stesso tempo un cliente affezionato ed entusiasta della nostra industria del fashion', spiega il direttore dell'Ice di Parigi Fabio Casciotti a Modaonline. 'Occorre, dunque, in primo luogo difendere le posizioni acquisite attraverso interventi ad ampio raggio, che vanno integrati con iniziative mirate verso settori particolarmente dinamici o nei quali la nostra presenza sia ulteriormente incrementabile. Per conseguire questi obiettivi i programmi realizzati dall'Ice in favore della moda italiana comprendono un vasto arco di interventi, dalla partecipazione alle maggiori fiere francesi del settore, alla realizzazione di sfilate (il mese scorso quella di occhiali made in Italy, ndr) e di campagne di comunicazione, fino all'invio di missioni di operatori e giornalisti nel nostro Paese'.

Un momento della sfilata di occhiali italiani del 21 ottobreL'Ice di Parigi punta a una tenuta delle quote anche attraverso iniziative speciali e un ruolo preminente nelle fiere di settore, come Première Vision e Silmo, che ha evidenziato una forte ripresa del comparto dell'occhialeria italiana in Francia facendo registrare nei primi sei mesi del 2004 una ripresa di export a +20,5% per le montature e a +12,6% per gli occhiali da sole.

Con un valore 2003 di circa 800 milioni di euro sono le calzature a guidare la classifica dell'export moda italiano in Francia, seguite dal tessile, che ha tuttavia fatto registrare costanti diminuzioni passando dal 23,2% del 2001 al 22,6% del 2003, con un valore delle esportazioni pari a 749 milioni di euro. Segue la maglieria, con un export 2003 pari a 724 milioni, in crescita dell'1,63% rispetto all'anno precedente, gli articoli di abbigliamento non a maglia, che nel 2003 hanno fatto segnare la migliore crescita (7,62% sul 2002), attestandosi a 655 milioni, e l'abbigliamento in genere, dove l'Italia si colloca al secondo posto tra i paesi fornitori dopo la Cina.

'Per il 2005 il quadro è più incerto', conclude Casciotti. 'Il tasso di disoccupazione francese è ritornato su livelli prossimi al 10%, cosa che potrebbe negativamente influire sui consumi privati. Molto dipenderà dall'andamento della congiuntura, la quale a sua volta è correlata a fattori endogeni ed esogeni. Quel che è certo è che il Made in Italy nel suo complesso continuerà ad avere un buon successo in questo mercato, magari con qualche moderata flessione, grazie all'immagine altamente positiva che ne hanno i consumatori francesi'.

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