
I-Style: il 2004 negli Usa
Sono stati diffusi dall'Ice i dati (dipartimento del commercio americano) relativi all'interscambio commerciale Italia-Usa relativi al 2004 e il dettaglio dell'andamento del comparto I-Style, casa/arredo e moda.
Nel corso del 2004, il saldo commerciale americano è stato ancora negativo (oltre 650 miliardi di dollari) ed è cresciuto di circa 22 punti percentuali rispetto al 2003. Questo in primo luogo grazie all'aumento del 17% registrato dall'import americano: lo slancio dei consumi privati e la crescita degli investimenti in tecnologia per le imprese, infatti, hanno sostenuto l'appesantimento della bilancia commerciale; inoltre, la svalutazione nei confronti dell'Euro non ha ancora generato gli effetti sperati dall'amministrazione Usa di un forte contenimento degli acquisti dall'estero.
Considerando nel dettaglio i maggiori fornitori degli Stati Uniti (Canada, Cina, Messico, Giappone, Germania, Regno Unito, Corea del Sud, Taiwan, Francia, Malesia e Italia), tutti hanno fatto registrare considerevoli incrementi (Cina +29%, Germania +13,4%, Canada 15,5%, Italia +10,5%, Regno Unito 8,4%, Corea del Sud +24%, Messico +12,9%). Occorre sottolineare che, ai fini di un'analisi più corretta, in relazione all'interscambio con i paesi dell'area 'euro' si è tenuto conto dell'effetto cambio, che è stato pari a un apprezzamento del 10% della valuta europea nei confronti del dollaro nel 2004 rispetto al 2003.
L'interscambio complessivo con l'Italia nel 2004 si presta comunque a una duplice valutazione. Le importazioni americane dall'Italia sono aumentate del 10,5% rispetto al 2003, tuttavia, la quota di mercato dell'Italia sul totale delle importazioni Usa, dopo molto tempo, è scesa sotto la soglia del 2%.
Nonostante questi aspetti connessi alla perdita di competitività dell'Italia a livello globale, il macro-comparto dell'I-Style, che da solo rappresenta il 31,3% delle esportazioni italiane negli Usa, ha fatto registrare nel 2004 performance significative e degne di nota, a dimostrazione di come non si sia verificata la clamorosa caduta delle esportazioni italiane temuta da molti, seppur con dei distingui all'interno dei singoli settori del casa/arredo e moda.
Il segmento 'casa/arredo' (mobili, marmi, piastrelle, rubinetteria, illuminazione, infissi, biancheria per la casa) rappresenta il 9,9% del totale esportato dall'Italia negli Stati Uniti. Nel 2004, rispetto al 2003, hanno raggiunto ottimi risultati gli articoli per illuminazione (+5%), le piastrelle in ceramica (+8,3%) e la biancheria per la casa (+15,9%). Molto negativo invece l'andamento del settore mobili, che ha segnato un calo di oltre 10 punti percentuali rispetto al 2003.
Il segmento 'moda' (abbigliamento, calzature, cosmetici/profumi, filati/tessuti, gioielleria/oreficeria, occhialeria, pelletteria, pelli) rappresenta il 21,4% dell'intero export italiano negli Usa, attestato su un valore di oltre 6 miliardi di dollari per il 2004.In questo comparto, che innegabilmente ha risentito nel suo complesso in maniera maggiore della debolezza del dollaro (è infatti in calo sia la quota sul totale dell'export italiano verso gli Usa, che sul totale delle importazioni americane dal mondo), sono da evidenziare gli andamenti discordanti dei diversi segmenti che lo caratterizzano.
Continua il calo consistente dell'oreficeria/gioielleria, che scende di oltre il 16% rispetto al 2003, abbigliamento (+1,14%), calzature (+0,5%) e pelli (+2,57%) fanno rilevare incrementi percentuali, sempre in dollari, molto limitati.
Segno positivo a due cifre, rispetto al 2003, invece, per cosmetici e profumi (+35,64%), filati e tessuti (+15,43%), occhialeria (+11,12%) e pelletteria (+10,73%).In particolare, i settori dei cosmetici e profumi e dell'occhialeria italiani si confermano i più dinamici nel corso del 2004 sul mercato americano, trainanti per l'intero I-Style. Per l'occhialeria, sostenuta in maniera decisiva al suo interno dall'andamento del comparto sole, si tratta di un risultato più che significativo in quello che da sempre è il primo mercato di riferimento dell'export italiano degli occhiali.
Saranno importanti i prossimi mesi per capire la tendenza del 2005. In particolare, andranno verificate le previsioni dell'Eiu (Economist Intelligence Unit) e di alcune banche d'affari americane, secondo i quali il cambio dollaro/euro dovrebbe attestarsi attorno a 1,39 dollari per euro nel 2005 e a 1,40 nel 2006; previsioni, queste, che potrebbero segnare nuovamente al ribasso la competitività italiana.