
Certottica apre ai paesi dell'Est
Si conclude oggi il meeting iniziato l'11 luglio scorso presso Certottica, che ha visto la partecipazione di una delegazione di 20 rappresentati di sei paesi dell'Est (Bulgaria, Polonia, Romania, Lettonia, Estonia e Lituania), nuovi membri dell'Unione Europea o candidati all'ingresso.
Il convegno dal titolo 'Dpi (dispositivi di protezione individuale): il processo di integrazione europea attraverso la conoscenza, l'adozione e l'implementazione delle specifiche normative comunitarie' è frutto di un progetto ideato da Certottica e approvato dalla Commissione Europea allo scopo di favorire i rapporti con i futuri stati membri dell'Unione Europea.
Obiettivo principale: diffondere il know-how di Certottica in materia normativa, costruito in anni di esperienza e di partecipazione diretta ai processi decisionali a livello internazionale. L'adozione e l'applicazione delle normative, pur sembrando onerose, servono infatti non solo a creare le condizioni per rispettare i criteri di ammissione al mercato comune, ma anche a raggiungere standard di qualità e sicurezza del prodotto che rendono competitive anche le aziende dei paesi ospitati, aprendo nuove opportunità di sviluppo.
I lavori si sono aperti lunedì con gli interventi delle personalità più rappresentative delle Associazioni e degli Organismi attivi del distretto dell'occhiale. Nelle due giornate successive gli interventi invece sono stati trattati da esperti di Certottica che conoscono approfonditamente la materia, in quanto Responsabili delle politiche commerciali e di normazione nel settore dei Dispositivi di Protezione Individuale, Membri delle Commissioni tecniche Europee e responsabili della stesura dei testi normativi, Ingegneri e Tecnici di laboratorio responsabili delle attività legate alla certificazione dei dispositivi e alla ricerca di nuovi materiali e processi conformi alle normative vigenti.
Visto il successo dell'iniziativa e l'entusiasmo espresso dai partecipanti, Certottica intende guardare in prospettiva alla possibilità di costruire nuove sinergie, anche con gli altri paesi che entreranno a breve a far parte dell'Unione Europea, come la Turchia, in grado di innescare positive ricadute sull'intero suo sistema di riferimento.