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126 milioni di euro per l'internazionalizzazione

126 milioni di euro per l'internazionalizzazione

Sostegno all'internazionalizzazione delle piccole e medie imprese (con finanziamenti fino al 75% dei progetti), lotta alla delocalizzazione, promozione della ricerca e dell'interazione fra Università e imprese, spinta alla realizzazione delle infrastrutture e dei corridoi europei, stanziamenti a favore del turismo. Sono questi i 5 punti cardine su cui si articola la bozza elaborata dallo staff del viceministro alle Attività produttive, Adolfo Urso, per favorire le imprese italiane che operano all'estero e che dovrebbero confluire nel provvedimento sulla competitività.

Le misure prevedono uno stanziamento complessivo pari a 126 milioni di euro: 90 milioni per il 2005 (di cui 9 milioni per minori entrate derivanti da sgravi fiscali), e 36 milioni per il 2006 (di cui 11 per minori entrate). Gli interventi si concentrano innanzitutto proprio sull''aumento del grado di internazionalizzazione' delle aziende italiane e sullo sviluppo dei distretti industriali all'estero. Operazioni che richiedono 'uno sforzo straordinario' per 'accompagnare' le imprese 'su percorsi personalizzati'.

Le proposte del ministero, secondo quanto si legge nella bozza, partono da un maggiore impegno economico della Simest (la finanziaria di sviluppo e promozione delle imprese italiane all'estero) fino a sgravi fiscali per l'assunzione di manager specializzati. Per favorire l'inserimento delle piccole e medie imprese sui mercati extracomunitari, il ministero propone che 'le spese per la realizzazione di studi di fattibilità, di raggruppamenti di imprese, filiere e distretti siano finanziati fino al 75%' (l'importo massimo è fissato a 150 mila euro). È inoltre promossa la stipula di accordi con la grande distribuzione e con la distribuzione regionale per l'inserimento di prodotti tipici del 'made in Italy'. Lo scopo è quello di poter contare su 'canali che assicurino alle imprese uno sbocco diretto all'estero'.

Il contrasto alla delocalizzazione parte, invece, dall'esclusione da benefici o agevolazioni delle imprese che non mantengono in Italia una parte sostanziale della loro attività produttiva. Sono al contrario previsti sgravi per le aziende che, già operative all'estero, scelgono di rinvestire parte degli utili in programmi di ricerca e sviluppo da realizzare in Italia.

A favore dell'innovazione è inoltre previsto che il 10% dei contributi per la ricerca assegnati alle Università e agli Istituti di ricerca vada destinata a progetti condotti in collaborazione con distretti industriali italiani o con imprese fortemente esportatrici.

Considerando le infrastrutture e i collegamenti essenziali per lo sviluppo dei distretti, la bozza prevede, inoltre, finanziamenti a tasso agevolato per gli studi di fattibilità e assistenza tecnica per la realizzazione dei corridoi multimodali europei, soprattutto nell'area dei Balcani.

Infine, il ministero propone di stanziare 10 milioni di euro per un piano biennale straordinario di promozione turistica.

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