
Moda: contraffazione cresciuta del 1.600% in 10 anni
Nel corso del convegno 'Made in Italy e contraffazione, quale futuro per l'abbigliamento?', che si è svolto ieri a Roma, le istituzioni e i rappresentanti di categoria del commercio della moda hanno lanciato un grido d'allarme: nei dieci anni tra il 1991 e il 2001 il fenomeno ha subito una crescita del 1.600%, raggiungendo un giro d'affari annuo di 15 miliardi di euro nel nostro paese.
Hanno partecipato al convegno: il vicepresidente della Federazione Moda Italia, Guido Orsi; il direttore generale di Altaroma, Maurizio D'Amore; il presidente di Federabbigliamento Roma Roberto Polidori; il presidente di Confcommercio Roma, Cesare Pambianchi; il maggiore della Guardia di Finanza Lucio Redi; il direttore promozione e cooperazione dell'Ice, Francesco Sereni; l'assessore alle Attività Produttive della Regione Lazio, Francesco Saponaro; il consigliere del vice ministro alle Attività Produttive Urso Guido Maria Rezzano.
Secondo i dati esposti, i prodotti contraffatti rappresentano il 7% del commercio mondiale; 250 mila sono i posti di lavoro perduti (100 mila in Europa); il 70% della produzione è nel Far East (Cina, Taiwan, Corea); il 60% dei prodotti taroccati arriva in Italia.
Tra le misure per contrastare il fenomeno, Pambianchi ha proposto una linea più dura verso gli acquirenti di prodotti taroccati, il cui profilo medio corrisponde a donne tra i 25/40 anni, colte, cittadine del centro-sud Italia, che comprano prodotti falsi con leggerezza, come se fosse un gioco. Un gioco che però, ha sottolineato il maggiore della Guardia di Finanza, fa perdere allo stato il 21% del gettito normale.
Nei primi dieci mesi dell'anno sono stati 4 milioni i capi di abbigliamento contraffatti sequestrati. Sereni (Ice) ha ricordato che la Finanziaria 2004 ha previsto l'istituzione del marchio di tutela del made in Italy diviso tra prodotti 'integralmente italiani' e di 'qualità italiana'. 'Una distinzione', ha commentato Razzano, 'che non ha senso e che verrebbe bocciata da Bruxelles'. Razzano ha ricordato infine che la Finanziaria ha stanziato per il settore moda 400 milioni di euro in tre anni e per la promozione dei marchi italiani 125 milioni di euro.
(Fonte: Ansa)